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ARIA TOSSICA IN CABINA: PILOTA FRANCESE DENUNCIA COMPAGNIA DI VOLO

ARIA TOSSICA IN CABINA: PILOTA FRANCESE DENUNCIA COMPAGNIA DI VOLO

ARIA TOSSICA IN CABINA: PILOTA FRANCESE DENUNCIA COMPAGNIA DI VOLO
ottobre 23
09:50 2016

 

 

 

Pubblichiamo un testo inerente alla sindrome aerotossica che, a differenza di quanto denunciato nell’articolo, non è causata soltanto dagli organofosfati. Si noti che il problema cominciò a manifestarsi nel 1987, in un periodo in cui entrarono a regime in molti paesi le attività di geoingegneria clandestina (alias scie chimiche, in inglese chemtrails).

Un pilota francese ha denunciato la compagnia per la quale svolge servizio, lamentando che l’aria che si respira negli aerei è tossica. Per la precisione – così scrivono le agenzie di stampa – nella denuncia si menziona “attentato involontario (?) all’integrità della persona, messa in pericolo della vita altrui ed inganno”.

La notizia è lungi dal sorprenderci. Anzi ci siamo sempre chiesti il perché di questi lunghi silenzi per opera dei più diretti interessati. Ogni giorno nei cieli del mondo, si registrano casi di improvvise diversioni a causa di fumi o vapori che si sprigionano all’interno dei velivoli, alcune volte si verifica anche più di un evento al giorno. Anche se va precisato che non sempre si tratta di esalazioni tossiche, è ormai chiaro che il fenomeno esiste. […] Il 15 luglio 2015, Matthew Bass uno steward di 35 anni, in servizio da quindici, morì improvvisamente.

Una prima indagine post mortem non individuò alcuna causa precisa. Un secondo esame specifico accertò la presenza di organofosfati. Harry Steinberg, avvocato della famiglia Bass, dichiarò nel corso di un’udienza, che: “l’esposizione ad organofosfati produce danni al sistema nervoso centrale e periferico nonché effetti negativi sul sistema respiratorio”.

La compagnia nei confronti della quale è stato portato il caso in tribunale è la EasyJet, ma è inutile nascondere che il problema, denunciato ai suoi albori da piloti australiani, riguarda tutta la comunità dei naviganti sotto ogni continente. Arnaud Wiplier, esponente di un sindacato di piloti della Easyjet, interpellato dall’agenzia francese AFP, ha ammesso che il problema esiste, ma che “è molto difficile avere prove in merito”… (sic).

I giornali francesi evocano nei titoli la “misteriosa” malattia che colpisce i piloti, ma usare il termine misteriosa è alquanto inesatto, perché è da anni che i particolari su ciò che avviene sono noti: l’olio lubrificante usato contiene TCP (Tcricresyl Phospate nonché Tributyl Phospate) e, in caso di perdita – che non si dovrebbe verificare – residui del lubrificante si diffondono nell’aria che circola in cabina. E’ aria che proviene dai motori. […]

Si tratta insomma di un vero e proprio subdolo avvelenamento che subisce l’organismo, un’intossicazione provocata dagli organofosfati. Che il problema non sia affatto nuovo è dimostrato dal libro uscito nel 2007 diLoraine Tristan (pilota della British Airways, ritiratosi dopo 25 anni di servizio per motivi di salute) il cui sottotitolo è eloquente: “What the airlines don’t tell you in the pre-flight briefing”.

D’altra parte, a fronte di uno dei tanti casi di flight attendant collassato a bordo, avevamo dedicato un’apposita newsletter “Troppi casi di fume events”. Segnalando che è in corso di revisione ed ampliamento una nuova edizione del nostro rapporto (che ricordiamo è scaricabile gratuitamente dal nostro sito) non rimane che augurarsi che il procedimento giudiziario avviato in Francia porti ad una qualche azione più concreta per evitare il ripetersi degli eventi di sindrome aerotossica, ormai tristemente soprannominata “il caso amianto dell’aviazione civile”.

Fonte: Air-accidents.com

http://www.tankerenemy.com/

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