COLPITO OSPEDALE IN SIRIA: I DUBBI E L’IPOCRISIA OCCIDENTALE

COLPITO OSPEDALE IN SIRIA: I DUBBI E L’IPOCRISIA OCCIDENTALE

COLPITO OSPEDALE IN SIRIA: I DUBBI E L’IPOCRISIA OCCIDENTALE
febbraio 15
18:58 2016


Colpito ospedale in Siria: i dubbi e l’ipocrisia occidentale

Ma guarda un po’: nel pieno dell’accelerazione sulla Siria, dopo giorni e giorni di polemiche sui bombardamenti russi “contro i civili”, Mosca si mette a bombardare un ospedale. Una tempestività assoluta. E decisamente sospetta. Almeno nove persone sarebbero morte in raid compiuti contro un ospedale sostenuto da Medici senza Frontiere nella regione di Maaret al Noomane, a 280 chilometri a nord di Damasco. L’ospedale è stato colpito quattro volte in due serie di almeno due attacchi a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro e di almeno otto membri dello staff non si hanno notizie. Fonti mediche hanno riferito di un altro attacco che ha colpito un ospedale, una scuola e un campo profughi a Azaz, tra Aleppo e il confine turco: qui le vittime sono almeno 14 e 30 i feriti.

La notizia viene dal più che chiacchierato OSDH, l’Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra e finanziato dai paesi del Golfo, e rimbalza dalla Turchia: c’è, quindi, abbastanza per essere dubbiosi. Il presidente di Medici senza Frontiere, Mego Terzian, ha detto: “L’autore dell’attacco è chiaro: o il governo siriano o la Russia”. Per essere chiaro, in realtà, appare piuttosto confuso, ma tant’è. Potrebbe, comunque, anche essere tutto vero, e allora ovviamente la Russia dovrebbe quanto meno fornire delle spiegazioni. Spiegazioni, tuttavia, che non furono affatto chieste in modo così pressante alla Nato, quando all’inizio di ottobre buttò giù un’altra struttura di Medici senza Frontiere a Kunduz, in Afghanistan. Insomma, la guerra è una cosa brutta, come la fanno da sempre gli anglo-americani – con predilezione per ospedali, scuole e mercati – è ancora più brutta. Se davvero i russi ne hanno imitato le gesta, la cosa va stigmatizzata, ma cerchiamo di regolarci con l’ipocrisia.

Fa ridere, se non facesse piangere, soprattutto l’atteggiamento turco. Il primo ministro Ahmet Davutoglu ha detto che Mosca si comporta in Siria “come un’organizzazione terrorista, costringendo i civili a fuggire”. Se continuerà, ha assicurato, “daremo una risposta estremamente decisiva”. La Turchia, che con i terroristi veri ha rapporti quanto meno ambigui, accusa la Russia, che bene o male i terroristi li combatte, di essere terrorista. È il mondo al contrario. È propaganda di guerra.

Giuliano Lebelli

http://www.ilprimatonazionale.it/

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