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DIO DAL PUNTO DI VISTA DELLA “TEORIA DEL TUTTO”

DIO DAL PUNTO DI VISTA DELLA “TEORIA DEL TUTTO”

DIO DAL PUNTO DI VISTA DELLA “TEORIA DEL TUTTO”
febbraio 16
08:15 2016

Partendo dalla Teoria relativistica della Gravità Quantistica, è stato sviluppato un set di 25 documenti. Questi formano la Teoria del Tutto, il cui aspetto più importante si riferisce a Dio, definito come Coscienza Suprema.

Questa Coscienza gigante non solo sarebbe la più grande di tutte le coscienze nell’Universo, ma anche il substrato di tutto ciò che esiste e, ovviamente, tutto ciò che esiste sarebbe interamente in essa contenuto, compreso tutto lo spazio-tempo. Pertanto, se la coscienza a cui ci riferiamo contiene tutto lo spazio, il suo volume deve essere necessariamente infinito. Di conseguenza, essa possiede un massa psichica infinita, contenendo tutta la massa psichica esistente. Ogni altra coscienza esistente, sarà in essa contenuta. Quindi, possiamo concludere che essa sia la Coscienza Suprema e che non ne esista altra uguale: è unica.

Dal momento che la Coscienza Suprema contiene anche tutto il tempo – passato, presente e futuro – per Essa il tempo non fluisce come fluisce per noi. In questo quadro, quando si parla della Creazione dell’Universo, l’uso del verbo “creare” significa che “qualcosa” che non c’era è “divenuto esistente”, quindi si presuppone il concetto di flusso del tempo. Per la Coscienza Suprema, tuttavia, l’istante della Creazione è mescolato con tutti i tempi, di conseguenza, non esiste un “prima” o “dopo” la Creazione, e quindi la domanda: “Cosa faceva la Coscienza Suprema prima della Creazione?” non è giustificabile. D’altra parte, si può anche dedurre, da quanto precede, che l’esistenza della Coscienza Suprema non abbia alcun limite definito (inizio e fine), cosa che le conferisce le caratteristiche uniche di “increata ed eterna”.

Dal momento che la Coscienza Suprema contiene tutte le coscienze, ci si aspetta che contenga tutte le conoscenze. Pertanto, è anche onnisciente. Di conseguenza, sa come formulare immagini mentali ben definite con masse psichiche sufficienti per materializzare il suo contenuto (mediante il collasso della funzione d’onda). In questo modo, può materializzare tutto ciò che desidera (onnipotenza). Tutte queste caratteristiche della Coscienza Suprema (infinita, unica, increata, eterna, onnipresente, onnisciente e onnipotente), coincidono con quelle tradizionalmente attribuite a Dio dalla maggior parte delle religioni.

L’opzione della Coscienza Suprema del materializzare l’Universo primordiale in un volume critico, indica la conoscenza di ciò che sarebbe successo nell’Universo a partire da quella condizione iniziale. Pertanto, essa sapeva come l’universo si sarebbe comportato secondo le leggi già esistenti. Di conseguenza, le leggi non sono state create per l’Universo, non sono “le Leggi di Natura“ o ”leggi poste sulla Natura da Dio”, come scritto da Cartesio, bensì esistevano già come parte intrinseca della Coscienza Suprema. Tommaso d’Aquino aveva una chiara comprensione di questo, quando parlava della Legge Eterna “… che esiste nella mente di Dio e governa l’intero Universo”.

La Coscienza Suprema aveva tutta la libertà di scegliere le condizioni iniziali dell’Universo, ma ha optato per la concentrazione in un volume critico, in modo che l’evoluzione dell’Universo fosse proceduta nella forma più conveniente per lo scopo che aveva in mente e in accordo con le leggi insite nella sua stessa natura. Questo ragionamento poi risponde alla famosa domanda di Einstein: “Qual’è il livello di scelta che Dio avrebbe avuto nel costruire l’Universo?”. Apparentemente, Newton fu il primo a notare l’opzione Divina, e nel suo libro “Optiks”, ci dà una visione perfetta di come ha immaginato la creazione dell’Universo: “Sembra possibile per me che Dio, all’inizio, abbia dato forma alla materia in solide particelle compatte […] nel modo migliore possibile per contribuire allo scopo che Egli aveva in mente…”.
Con quale scopo la Suprema Coscienza ha creato l’Universo?

Rispondere a questa domanda sembra difficile. Tuttavia, se si ammette il desiderio primordiale di procreare della Coscienza Suprema, cioè di generare coscienze individuali da se stessa, in modo che queste ultime possano evolversi e manifestare i suoi stessi attributi creativi, allora possiamo dedurre che, affinché tali coscienze possano evolvere, necessitino di un universo. E questa potrebbe essere la ragione principale della sua creazione.

Dunque, l’origine dell’Universo sarebbe in relazione con la generazione di dette coscienze e, di conseguenza, la materializzazione dell’Universo primordiale deve aver avuto luogo nella stessa epoca in cui la Coscienza Suprema ha deciso di creare le postulate coscienze, che da ora chiamerò Coscienze Primordiali.

Per essere state direttamente individualizzate dalla Coscienza Suprema, le coscienze primordiali hanno certamente contenute in sé, anche se in uno stato latente, tutte le possibilità della Coscienza Suprema, tra cui il germe della volontà indipendente, che consente punti di partenza originali da stabilire. Tuttavia, nonostante la somiglianza con la Coscienza Suprema, le coscienze primordiali non potevano avere la comprensione di se stesse. Questa auto-comprensione nasce con lo stato mentale creativo, che tali coscienze possono raggiungere solo attraverso l’evoluzione.

Così, nel primo periodo evolutivo, le coscienze primordiali devono essere rimaste in stato di incoscienza totale, essendo l’inizio di un pellegrinaggio evolutivo da incoscienza a super-coscienza. Per analogia con i corpi materiali, i cui spettri di emissione sono, come sappiamo, identici a quelli di assorbimento, anche i corpi psichici devono assorbire all’interno dello spettro in cui emettono. In particolare, nel caso di coscienza umana, i loro pensieri li fanno diventare emettitori di radiazione psichica in uno specifico spettro di frequenza e, di conseguenza, ricevitori nello stesso spettro. Così, quando una coscienza umana è ricettiva di un certo pensiero, detta radiazione sarà assorbita dalla coscienza (assorbimento di risonanza).

Entro queste circostanze, la radiazione assorbita deve stimolare – attraverso il Principio di Risonanza – detta coscienza ad emettere nello stesso spettro, proprio come avviene con la materia. Tuttavia, affinché tale emissione si verifichi in una coscienza umana, deve essere preceduta dalla individuazione dei pensieri identici a quelli che hanno originato la radiazione assorbita, perché ovviamente solo pensieri identici potranno riprodurre, quando collassano, lo spettro delle radiazioni psichiche “virtuali” assorbite. Questi pensieri indotti – come i pensieri delle stesse coscienze – devono rimanere individualizzati per un periodo di tempo (durata del pensiero), dopo il quale la funzione d’onda collasserà, producendo così la radiazione psichica “virtuale” nello stesso spettro delle frequenze assorbite.

La Coscienza Suprema, così come le altre coscienze, ha un proprio spettro di assorbimento determinato dai suoi pensieri, che costituiscono lo standard di un pensiero di buona qualità. Ovvero, sono pensieri di risonanza nella Coscienza Suprema. Così, solo pensieri di questo tipo, prodotti nelle coscienze umane, possono indurre l’individualizzazione di pensieri simili nella Coscienza Suprema. Quindi, la Coscienza Suprema è immune al male che contiene (a causa delle Coscienze Umane). Per lo stesso motivo, non può essere maligna come pensava Einstein (“I have second thoughts. Maybe God is malicious”).

In questo contesto, è stabilito un sistema di giudizio in cui il bene e il male sono valori psichici, con la loro origine nel pensiero libero. Il buono, è legato alla buona qualità dei pensieri, ovvero quelli risonanti nella Suprema Coscienza. Il male, a sua volta, è legato a pensieri di cattiva qualità, non risonanti nella Suprema Coscienza. Di conseguenza, la morale derivante risulta dalla Legge stessa, intrinseca nella Coscienza Suprema e, di conseguenza, questa morale psichica deve essere la morale fondamentale.

Quindi l’etica fondamentale non è biologica, come pensava Nietzsche. Essa è psichica e situata nei pensieri di buona qualità. Essa ha un fondamento teologico, e in essa la Creazione dell’Universo da un Dio preesistente è di natura essenziale, opposta, per esempio, all’ “Etica geometrica” di Spinoza, che ha eliminato l’idea della Creazione dell’Universo da un Dio preesistente, principale fondamento della teologia e filosofia cristiana. Tuttavia, è molto vicina all’etica di Aristotele, nella misura in cui, da essa, ci rendiamo conto che siamo ciò che ripetutamente facciamo (pensiamo), e che l’eccellenza non è un atto, ma un’abitudine (Etica, II, 4). Secondo Aristotele: “la bontà di un uomo è un lavoro dell’anima verso l’eccellenza in una vita completa: … non è un giorno o un breve periodo che rende un uomo fortunato e contento”. (Ibid, I, 7)

Tratto by Richard: da “God in the viewpoint of the Theory of Everything” di Fran De Aquino (Maranhao State University, Physics Department, S.Luis/MA, Brazil. Copyright © 2012 by Fran De Aquino. All Rights Reserved. – frandeaquino.org)

Rivisto da www.fisicaquantistica.it

Referimenti:
[1] De Aquino, F. (2010), Mathematical Foundations of the Relativistic Theory of Quantum Gravity, Pacific Journal of Science and Technology, 11(1), pp.173-232.
[2] De Aquino, F. (Nov 2012), TOE – Theory of Everything (http://vixra.org/abs/1210.0119)

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