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IN PARLAMENTO ARRIVA L’EUTANASIA, LA CAMERA DISCUTERÀ DELLA DOLCE MORTE

IN PARLAMENTO ARRIVA L’EUTANASIA, LA CAMERA DISCUTERÀ DELLA DOLCE MORTE

IN PARLAMENTO ARRIVA L’EUTANASIA, LA CAMERA DISCUTERÀ DELLA DOLCE MORTE
marzo 01
12:10 2016

 

Da giovedì le commissioni Affari sociali e Giustizia iniziano l’esame di quattro proposte di legge. Quella popolare è stata sottoscritta da oltre 100mila italiani. Trovare un’intesa non sarà facile, ma il tema resta di grande attualità

Il Parlamento discute di eutanasia. Tra pochi giorni le commissioni Affari Sociali e Giustizia della Camera dei deputati inizieranno a esaminare il tema. È una questione che attende da anni, eppure di grande attualità. Le proposte di legge sono quattro, una è di iniziativa popolare. Nessuno si nasconde: non sarà facile arrivare a una soluzione in tempi brevi. Ecco perché, come spiega la relazione di uno dei provvedimenti all’esame, lo scopo è «aprire un dibattito in Parlamento che possa, nel rispetto delle opinioni di tutti, portare una risposta il più possibile condivisa non solo rispetto a scelte, certo non facili, che molti si quotidianamente a dover fare, ma anche rispetto a un tema su cui il dibattito e il confronto nel Paese sono sempre più attuali».

L’Italia è pronta per una legge sulla dolce morte? La proposta di iniziativa popolare, depositata nel 2013, ha raccolto oltre 100mila sottoscrizioni. Il documento conferma che secondo diverse rilevazioni statistiche “ben oltre la metà degli italiani” è a favore dell’eutanasia legale. Una questione etica, filosofica, religiosa. Un tema diffuso, eppure spesso fuori dal pubblico confronto. «I vertici dei partiti e la stampa nazionale – si legge – preferiscono non parlarne: niente dibattiti su come si muore in Italia, tranne quando alcune storie personali si impongono: Eluana e Beppino Englaro, Giovanni Nuvoli, i leader radicali Luca Coscioni e Piero Welby». Eppure forse il Paese è maturo per affrontare il tema dell’eutanasia, mai discusso prima d’ora in Parlamento. Il merito è di Sinistra Italiana, che ne ha chiesto la calendarizzazione a Montecitorio. «Il diritto di ciascun individuo – così nella proposta di legge a prima firma Marisa Nicchi – di scegliere le modalità di interruzione della propria vita nel caso di patologie non curabili e in fase terminale».

Il medico potrà praticare l’eutanasia solo se ha accertato che il paziente è maggiorenne e, al momento della richiesta, capace di intendere e di volere. Richiesta che non può essere in alcun modo frutto di pressioni esterne, ma «ben ponderata e ripetuta»

La proposta di Sinistra Italiana individua una serie di condizioni particolarmente rigorose per autorizzare la procedura. Il medico curante può praticare l’eutanasia senza essere punito solo se ha accertato che il paziente è maggiorenne e, al momento della richiesta,capace di intendere e di volere. Richiesta che non può essere in alcun modo frutto di pressioni esterne, ma «ben ponderata e ripetuta». Soprattutto, il medico deve accertare che il paziente «è affetto da una patologia con prognosi infausta e in fase terminale, senza alcuna prospettiva di sopravvivenza, e le sue sofferenze fisiche o psichiche sono costanti e insopportabili». La proposta di legge prevede una approfondita fase di confronto tra medico e paziente, che passa attraverso una serie di colloqui periodici. Ma considera anche necessario il consulto con un altro specialista, in grado di confermare il carattere “grave e incurabile” della malattia. Un esperto della patologia, che nella sua indipendenza di giudizio deve redigere un rapporto, esponendo le sue considerazioni sul caso. Il provvedimento è ampio e dettagliato. Si precisa che la richiesta del paziente deve essere contenuta in una dichiarazione scritta, redatta, data e firmata personalmente. Un documento che può essere revocato in qualsiasi momento. Più breve il testo della proposta di legge popolare, composta da quattro articoli, che propone “poche regole chiare” per stabilire con precisione «come ciascuno possa esigere legalmente il rispetto delle proprie decisioni in materia di trattamenti sanitari, ivi incluso il ricorso all’eutanasia».

Anche in questo caso per rifiutare trattamenti sanitari e terapie nutrizionali, il paziente deve essere maggiorenne. La sua richiesta deve essere «attuale e inequivocabilmente accertata». I parenti entro il secondo grado e il coniuge devono essere informati e, con il consenso del paziente, devono avere modo di poterlo incontrare per un colloquio. Ancora una volta le condizioni mediche necessarie per poter richiedere l’eutanasia sono rigorosamente descritte. Non c’è spazio per l’ambiguità. La richiesta deve essere motivata «dal fatto che il paziente è affetto da una malattia produttiva di gravi sofferenze, inguaribile o con prognosi infausta inferiore a diciotto mesi». Come stabilisce la proposta di legge presentata dalla deputata del gruppo misto Eleonora Bechis, i medici non possono dichiarare obiezione di coscienza. Ecco perché sia in questo testo che nella proposta di legge popolare è previsto che il personale medico e sanitario che non rispetta la volontà dei pazienti esercitata secondo la legge, «è tenuto, in aggiunta ad ogni altra conseguenza penale o civile, al risarcimento del danno, morale e materiale, provocato dal proprio comportamento».

http://www.linkiesta.it/it/article/2016/02/29/in-parlamento-arriva-leutanasia-la-camera-discutera-della-dolce-morte/29438/

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