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L’OLANDA LANCIA UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA SULL’EURO

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L’OLANDA LANCIA UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA SULL’EURO
marzo 11
09:18 2017

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Pieter Omtzigt

 

 

 

 

Nel bel mezzo di un’ondata montante di scetticismo sulla moneta unica, l’Olanda è in procinto di avviare un’inchiesta parlamentare sul suo futuro rapporto con l’euro. Secondo quanto riportato dai deputati dell’opposizione, i politici olandesi hanno votato all’unanimità per l’inchiesta, che esaminerà tutte le opzioni sull’euro, inclusa la possibilità di uscire dalla moneta unica e, in caso affermativo, con quali modalità. La decisione di commissionare l’indagine al Consiglio di Stato, organo di consulenza legale del governo olandese, riflette la crescente ondata di euro-scetticismo in Europa, dove i partiti populisti sperano di piazzarsi bene nelle elezioni di quest’anno, anche nei paesi centrali della zona euro, Francia e Germania. Con l’inchiesta si richiede al Consiglio di esaminare tutte le “opzioni politiche e istituzionali” per il futuro dell’euro, elencandone i vantaggi e gli svantaggi, senza escludere e anzi prevedendo anche l’uscita. Pieter Omtzigt, il deputato euroscettico del partito di opposizione dei Cristiano-Democratici che ha presentato la mozione parlamentare per l’indagine sull’euro, è una tra le sempre più numerose voci dei paesi creditori del nord che attaccano le politiche monetarie della Banca Centrale Europea.

L’inchiesta è stata sollecitata dalla preoccupazione per i tassi di interesse ultra-bassi che stanno danneggiando i risparmiatori olandesi, in particolare i pensionati. In una relazione dell’anno scorso al Parlamento olandese sul programma di allentamentoPieter Omtzigtquantitativo della Bce, Omtzigt ha stimato che la politica di acquisto titoli e di bassi tassi di interesse hanno causato ai fondi pensione olandesi una perdita effettiva di 100 miliardi di euro, grazie ai trasferimenti di ricchezza dalle nazioni risparmiatrici a quelle debitrici della zona euro. «Se necessario dobbiamo anche essere pronti ad andare alla Corte di Lussemburgo e citare in giudizio la Banca Centrale Europea», ha detto Omtzigt al “Telegraph”. «La relazione dovrebbe essere pronta nel giro di pochi mesi. Dovrebbe quindi portare ad un dibattito parlamentare, perché una cosa è chiara: la zona euro non è stata ancora messa a posto». La mossa potrebbe anche essere vista come un tentativo di rubare la scena dell’euroscetticismo a Geert Wilders, il candidato di estrema destra e arci-euroscettico in testa ai sondaggi, in vista delle elezioni parlamentari del mese prossimo.

Wilders, il cui Partito per la Libertà dopo le elezioni potrebbe diventare il maggior partito del Parlamento olandese, durante la sua campagna elettorale ha promesso un referendum sull’adesione all’euro – una mossa a cui si è opposto Mark Rutte, il primo ministro olandese, e gli altri partiti tradizionali. Anche se la maggior parte degli elettori olandesi attualmente sostiene che preferisce tenersi l’euro, ci sono crescenti preoccupazioni – riprese dai partiti populisti in Francia, Italia e Germania – sul fatto che la moneta unica stia causando pericolosi squilibri nell’economia europea. Nei paesi del sud, tra cui l’Italia e la Grecia, che è ancora in attesa di un accordo sulla prossima tranche dei fondi di salvataggio, l’euro è accusato di gonfiare bolle, peggiorare l’austerità e prolungare la disoccupazione. Ci si attende che Wilders guadagni molti voti, anche se non abbastanza per arrivare alla maggioranza assoluta o per guidare una coalizione, dopo che tutti i partiti tradizionali hanno escluso di formare un governo con lui. L’esito più probabile del voto del 15 marzo è quindi una nuova coalizione centrista che comprenderà alcuni partiti, come i Cristiano-Democratici di Omtzigt, che hanno espresso esplicitamente la loro opposizione all’attuale politica della Bce.

(Peter Foster, “L’Olanda lancia un’inchiesta parlamentare sull’euro”, dal “Telegraph” del 25 febbraio 2017, articolo tradotto e ripreso da “Voci dall’Estero”).

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